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Il quadro politico

La DC e le vie del centrodestra, non solo ScN e Lega: i possibili nomi e indiscrezioni

mercoledì 24 Giugno 2026

La calde temperature del capoluogo siciliano sono diventate incandescenti tra i corridoio di Palazzo dei Normanni. Da piccolo puntino all’orizzonte, le regionali del 2027 si stanno trasformando in una visione sempre più nitida. Ma ad oggi riuscire a scattare una fotografia di quella che sarà la geografia politica della Sicilia è un rebus difficile da risolvere. Centrodestra e campo largo hanno avviato prove d’intesa e di dialogo. Nella maggioranza le acqua sono agitate. Un mare in tempesta che ad oggi vede la coalizione ancora incerta su quello che appare come un futuro nebuloso. La Democrazia Cristiana, in tal senso, come già anticipato da ilSicilia.it, resta uno degli attori particolarmente attenzionati (CLICCA QUI).

Dopo giorni di interrogativi, nella giornata di ieri, il gruppo parlamentare della DC, composto dal capogruppo Carmelo Pace, l’assessore alla Famiglia Nuccia Albano, il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate e i deputati Andrea Messina e Carlo Auteri, si sono riuniti per discutere delle sorti del partito. Ore dense di incontri tra i democristiani, ma anche con i leader altri partiti del centrodestra. La volontà sarebbe quella di proseguire uniti e compatti verso la strada già tracciata, ripartendo dal basso e cercando di rinsaldare il legame con i territori.

Il nodo sulle regionali, però, non sarebbe stato ancora sciolto. Le interlocuzioni sono in corso e la platea sarebbe più ampia del previsto. All’appello non ci sarebbe solo il triangolo già descritto e che vedrebbe coinvolti anche Lega e Sud chiama Nord (CLICCA QUI). Torna a riecheggiare l’opzione Udc e la possibilità di mettere in piedi un grande polo centrista. Proprio il coordinatore regionale era tra i presenti al tavolo del vertice svolto all’Hotel delle Palme di Palermo, dopo che il simbolo del partito è apparso in diversi centri in occasione delle amministrative. E infine, un po’ a sorpresa, Manlio Messina. Il deputato nazionale alla Camera ormai ex Fratelli d’Italia non ha mai nascosto le sue ambizioni e la volontà di sfidare a duello, fino all’ultimo voto, l’attuale presidente della Regione Renato Schifani, che non ha abbandonato ancora l’idea di un bis a Palazzo d’Orleans, non è un segreto.

La vasta possibilità di soluzioni ha certamente un paletto: la DC resterà autonoma. L’obiettivo, in corsa solitaria e a braccetto con altre forze del centrodestra, è quello di superare agilmente la famigerata soglia del 5%, ad oggi per nulla scontata per nessuna forza politica. E nell’immediato futuro? Nell’agenda dei democristiani sono già state stabilite una serie di riunioni con la base, in tutte le Province siciliane. Una strategia che renderebbe ancora più “appetibile” e “attraente” agli occhi delle altre compagini la Democrazia Cristiana, che ad oggi si poggia sul “patto di ferro” Pace-Abbate. Fautori, ad oggi, dell’unità e della credibilità del gruppo parlamentare, anche dopo il terremoto politico di fine 2025, in questi mesi avrebbero rafforzato, ancor di più, l’asse che li unisce. Agrigento e Ragusa. Due province chiave, soprattutto considerando che l’asse Pace-Abbate assicurerebbe un bacino importante di circa 30mila voti.

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